Esposizione di cappelli mondiali ed attrezzi agricoli locali - Isolaccia
Via Livigno, 64 Isolaccia
tel. 0342 985276
Aperto nel periodo estivo tutti i giorni dalle ore 17.00 alle 18.00.
Chiesa di S. Maria Nascente di Isolaccia
L’attuale chiesa intitolata a S. Maria Nascente, costruita nel 1935 e consacrata nel 1938, sostituì quella cinquecentesca edificata dopo l’avvento di una spaventosa epidemia pestilenziale.
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Chiesa di S. Antonio da Padova a Pedenosso
La prima pietra della chiesa dedicata a S. Antonio da Padova a Pedenosso venne deposta il primo maggio 1999.
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Chiesa dei Ss. Martino e Urbano a Pedenosso
La posizione arroccata, il portico coperto che circonda l’edificio, le feritoie sottili da cui si controlla la valle, la torre-campanile e l’asimmetria architettonica lasciano pochi dubbi sul fatto che S. Martino fosse in origine una chiesa-fortezza.
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Chiesa di S. Giovanni Battista a Molina
La costruzione della chiesa, intitolata a S. Giovanni Battista, risale probabilmente all’ultimo decennio del XIV secolo.
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Chiesa dei Ss. Cristoforo e Gallo a Premadio
Citata per la prima volta nel 1397, la chiesa di S. Cristoforo di Premadio si presenta oggi come un edificio non del tutto omogeneo, frutto di una storia edilizia complessa che ha ormai cancellato quasi ogni traccia della originaria struttura medievale.
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Chiesa della SS. Trinità a Turripiano
La chiesa della Santissima Trinità di Turripiano è certamente la più rigorosa testimonianza della Controriforma nel Bormiese.
Chiesa di S. Gallo
La storia della chiesetta di S. Gallo sulla strada per Premadio è strettamente legata al periodo dei processi alle streghe: la sera prima dell'esecuzione i condannati venivano trasportati in un piccolo locale adiacente l'edificio; nei pressi vi è un luogo nominato "Pra della Giustizia" dove anni fa vennero rinvenute le ossa dei giustiziati.
Ma la costruzione appare ai nostri occhi decisamente più vetusta; sappiamo che venne eretta a parrocchia nel 1480 e in quell'occasione fu restaurata.
Lo storico bormino Ignazio Bardea ipotizza un passaggio dei monaci Gallo e Colombano che, dopo aver predicato nella Rezia, giunsero intorno al 612 in Italia alla corte longobarda di Agilulfo e Teodolinda erigendo il monastero di Bobbio.
La posizione della chiesa, isolata dal centro abitato, lascerebbe supporre in effetti un insediamento monastico; numerosi particolari costruttivi, specie i contrafforti esterni porterebbero a inquadrare alcune parti dell'edificio all'interno della tradizione gotica, il campanile stesso non sembra poter essere datato oltre il XIV secolo.
Tratto da:
"Valtellina Valchiavenna Storia dell'arte - Stefanoni '96".
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per prenotazioni: tel. 0342/985331












